Prestazione Occasionale

YoungJobber non si assume alcuna responsabilità riguardo la tipologia di contratto di lavoro utilizzabile in quanto la piattaforma mette semplicemente a disposizione ragazzi disposti a svolgere diverse mansioni, senza alcun obbligo orario o restrizione particolare riconducibile all’intermediazione illecita del lavoro.

Non è presente alcun obbligo riguardo la tipologia di contratto scelta dal “datore di lavoro”, ad ogni modo consigliamo caldamente la prestazione occasionale, in quanto ottima tipologia di accordo tra le parti per attività lavorativa occasionale, saltuaria o di ridotta entità.

Qualunque tipologia di contratto è utilizzabile a discrezione dell’azienda/privato.

L’attività di lavoro autonomo di tipo occasionale trova il proprio fondamento giuridico nel “contratto d’opera” definito dall’art. 2222 c.c. e sostanzialmente è una forma di collaborazione retribuita tra due soggetti in cui un "Committente" (un'azienda, un ente, un'associazione ma anche una semplice persona fisica) che richiede ad un "Prestatore" una determinata prestazione lavorativa senza vincolo di orario o subalternità, che deve connotarsi per il carattere di "occasionalità".

L’articolo 2222 del codice civile afferma che:

"si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale"

Il prestatore d’opera, pertanto, svolge la propria attività lavorativa in modo completamente autonomo, senza alcuna continuità nella esecuzione delle prestazioni, senza alcun coordinamento con l’attività del committente e senza alcun inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale.
La prestazione d’opera occasionale, infatti, si caratterizza per:

Pertanto se la collaborazione occasionale non viene coordinata dal committente, non è continua ed abituale ed il compenso annuo complessivo derivante da tale attività non eccede i 5.000 euro (sommando quanto percepito da ogni committente), siamo in presenza di un vero “lavoro autonomo occasionale” ai sensi dell’art. 2222 c.c., non soggetto a contribuzione Inps né ad assicurazione Inail, rientrante fiscalmente tra i redditi “diversi” da assoggettare a ritenuta d’acconto del 20% (se il committente è un sostituto d’imposta – tra privati non c’è ritenuta).

La prestazione di lavoro autonomo occasionale NON deve essere confusa con le nuove fattispecie del “contratto di lavoro occasionale” (ex lavoro accessorio) modificate e ridefinite dal D.L. 2 luglio 2018, n. 87 (c.d. Decreto dignità) che sono utilizzabili solo da microimprese (meno di 5 dipendenti a tempo indeterminato) sono molto più simili al lavoro dipendente e comportano maggiori obblighi e adempimenti.

Nella tabella che segue si mettono a confronto le principali caratteristiche.

“Contratto di prestazione occasionale” Cpo o PrestO Prestazioni di lavoro autonomo occasionale
Per quali prestazioni lavorative? Occasionali o saltuarie di ridotta entità (nel rispetto del limite economico definito dalla normativa introdotta). Aventi le caratteristiche del lavoro autonomo, svolte in modo non professionale e non abituale
Sono previste comunicazioni preventive l’inizio dell’attività lavorativa? Il datore di lavoro deve trasmettere, almeno un’ora prima della prestazione attraverso la piattaforma INPS o mediante contact center, una dichiarazione contenente i dati del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la giornata in cui verrà svola la prestazione. Non è prevista alcuna comunicazione preventiva.
Chi può ricorrervi? Datori di lavoro con numero non superiore a 5 dipendenti a tempo indeterminato (calcolati quale media del semestre tra l’8° ed il 3° mese antecedente la prestazione). Datori di lavoro (professionisti, società, imprenditori, fondazioni ed altri enti di natura privata, pubbliche amministrazioni).
Aspetti fiscali I redditi derivanti da tali prestazioni sono esenti Irpef. I redditi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra i redditi diversi (art. 67 co. 1 lett. 1 del TUIR). Il committente è tenuto ad operare la ritenuta d’acconto ed a rilasciare la Certificazione
Aspetti previdenziali Il compenso derivante da tali prestazioni lavorative include la quota di contributi previdenziali (Gestione Separata – Inps) e l’assicurazione Inail. Iscrizione alla Gestione Separata INPS al superamento di 5'000,00 euro nell’anno solare. L’importo contributivo è di 1/3 a carico del prestatore e 2/3 al carico del committente.

Per i contratti di prestazione occasionale (Cpo oppure PrestO) è opportuno rivolgersi ad un consulente del lavoro o comunque ad un esperto in materia di lavoro.

Infine si segnala che il superamento del limite di 5.000 euro / anno comporta l’obbligo di comunicare questa situazione al committente, il quale dovrà provvedere all’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata presso l’Inps ed al versamento dei contributi previdenziali.

Al momento del pagamento il prestatore dovrà rilasciare un documento che si chiama ricevuta e che avrà valore contabile e fiscale per entrambe le parti del rapporto. Di seguito trovi il link per scaricare la ricevuta da compilare per la prestazione occasionale e altri link utili per comprendere al meglio questa tipologia di contratto lavorativo. Ministero del Laovro e delle Politiche Sociali e Portale Inps